Medscape ha pubblicato il 13 ottobre 2023 i risultati di una meta-analisi e revisione sistematica che ha valutato l’efficacia della cannabis medica nel trattamento dell’insonnia negli adulti. Lo studio è stato condotto da Lucia Varela e colleghi presso l’Università del Manitoba, Winnipeg, Canada, ed è stato pubblicato su JAMA Network Open.

Disegno dello studio

La revisione sistematica e meta-analisi ha incluso nove studi randomizzati controllati che hanno confrontato la cannabis medica con placebo o amitriptilina in adulti con insonnia. Otto studi hanno utilizzato un controllo placebo e uno ha confrontato la cannabis medica con amitriptilina. La popolazione totale studiata comprendeva 537 adulti (età media, 44.79 anni; 72.66% donne) con insonnia, con età compresa tra 18 e 76 anni.

Interventi e tipi di insonnia

Gli studi inclusi hanno esaminato diverse formulazioni di cannabis medica: sette studi hanno utilizzato preparazioni magistrali, mentre due studi hanno testato prodotti autorizzati (uno vegetale e uno sintetico). Otto studi hanno coinvolto partecipanti con insonnia primaria, e uno studio ha incluso persone con insonnia associata a fibromialgia. Sei studi hanno valutato l’insonnia cronica e tre studi l’insonnia acuta.

Esiti valutati

Gli esiti primari valutati erano la qualità del sonno/soddisfazione e il tempo totale di sonno. Gli esiti secondari includevano eventi avversi (AEs), latenza all’inizio del sonno, risveglio dopo l’inizio del sonno, funzionamento diurno e qualità della vita. La durata del follow-up variava fino a 12 settimane.

Risultati principali

La meta-analisi non ha rilevato un effetto clinicamente significativo della cannabis medica sul tempo totale di sonno (differenza media [MD], 7.68 minuti; I2 = 0%) o sulla qualità del sonno/soddisfazione (differenza media standardizzata [SMD], –0.49; I2 = 67%). Inoltre, non è stato osservato un effetto chiaro sulla latenza all’inizio del sonno, sul risveglio dopo l’inizio del sonno o sul funzionamento diurno (SMD, –0.34; I2 = 0%).

La cannabis medica è stata associata a un aumento degli eventi avversi (odds ratio [OR], 11.25; I2 = 0%), con 37 partecipanti che hanno riportato AEs durante il periodo di intervento. Tuttavia, la qualità e la specificità delle misure degli esiti variavano tra gli studi inclusi.

Nonostante questi risultati, gli autori hanno segnalato un potenziale beneficio per la qualità della vita (SMD, 0.84; I2 = 0%), basato su due studi. Tuttavia, l’evidenza è stata giudicata inconcludente a causa dell’elevato rischio di bias.

Implicazioni cliniche

Il messaggio principale dello studio, secondo l’autrice principale Lucia Varela, è che la ricerca attualmente disponibile non è sufficiente per rispondere in modo affidabile se la cannabis medica aiuti le persone con insonnia. “Questo non significa che la cannabis medica sia inefficace. Significa che, sulla base delle evidenze che abbiamo, non possiamo trarre conclusioni affidabili sulla sua efficacia per l’insonnia nella popolazione generale”, ha dichiarato.

Limitazioni e considerazioni

Le principali limitazioni della revisione includono l’alto rischio di bias nella maggior parte degli studi inclusi, dimensioni campionarie ridotte, ampi intervalli di confidenza e alta eterogeneità statistica. Inoltre, la mancanza di dati disaggregati per sesso e età limita la possibilità di trarre conclusioni specifiche per sottogruppi di popolazione. Gli adulti più anziani e gli individui con comorbidità sono stati sottorappresentati negli studi esaminati.

Finanziamenti e conflitti di interesse

Gli autori hanno dichiarato di non aver ricevuto finanziamenti specifici per lo studio e di non avere conflitti di interesse rilevanti.

https://www.medscape.com/viewarticle/medical-cannabis-shows-little-benefit-insomnia-adults-2026a10012lb?src=rss

Fonti