Il farmaco investigativo naronapride, un prochinettico a doppia azione, ha mostrato un miglioramento significativo dei sintomi e della qualità della vita nei pazienti adulti con gastroparesi idiopatica o diabetica rispetto al placebo, secondo i risultati di un trial clinico di fase 2b presentati alla United European Gastroenterology (UEG) Week 2026 tenutasi a Barcellona, Spagna.
La gastroparesi è un disturbo cronico caratterizzato da ritardato svuotamento gastrico senza ostruzione meccanica, con sintomi debilitanti quali nausea, vomito, sazietà precoce, sensazione di pienezza dopo il pasto e dolore addominale superiore. Le opzioni terapeutiche attualmente disponibili sono limitate, con farmaci spesso associati a effetti collaterali significativi o a un’efficacia limitata nel tempo.
Naronapride è un agonista del recettore 5-HT4 con un meccanismo d’azione prochinettico a doppia azione, attualmente in fase di sviluppo clinico. Lo studio di fase 2b è stato condotto su 328 adulti randomizzati a ricevere naronapride 10 mg, 20 mg o 40 mg tre volte al giorno, oppure placebo, per una durata di 12 settimane.
A baseline, l’età media dei partecipanti era di 51.1 anni, il 79.9% erano donne e il 27.4% presentava una gastroparesi di eziologia diabetica. L’endpoint primario era il cambiamento dai punteggi medi settimanali dei cinque sintomi principali della gastroparesi da baseline a settimana 12, valutati su una scala da 0 a 4. La qualità della vita legata alla gastroparesi è stata invece misurata attraverso un questionario specifico per la malattia, con punteggi da 0 a 5.
A 12 settimane, i dosaggi di 20 mg e 40 mg di naronapride hanno mostrato miglioramenti significativi nei sintomi principali rispetto al placebo, con differenze di -0.27 (P = .005) e -0.26 (P = .016), rispettivamente. Anche la qualità della vita ha evidenziato un miglioramento sostanziale, con differenze di 0.29 (P = .017) e 0.38 (P = .001) nei due gruppi di dosaggio più alto rispetto al placebo. Il dosaggio di 10 mg non ha evidenziato differenze significative nello studio.
Per quanto riguarda la tollerabilità, naronapride è stato generalmente ben tollerato, con eventi avversi principalmente di natura gastrointestinale. L’evento avverso più comune è stata la diarrea, riportata nel 28.9% dei pazienti trattati con naronapride rispetto al 4.8% del gruppo placebo. Le interruzioni del trattamento a causa di eventi avversi sono state pari al 9.9% nei gruppi naronapride, contro il 2.4% nel gruppo placebo.
Dal punto di vista della sicurezza, lo studio non ha evidenziato segnali di rischio per quanto riguarda la sicurezza cardiaca o eventi legati alla prolattina. Nei pazienti con gastroparesi diabetica, il controllo glicemico è rimasto stabile per tutta la durata dello studio.
Lo studio è stato condotto da Jan Tack, dell’Università di Leuven e dell’Ospedale Universitario Gasthuisberg, in Belgio, ed è stato presentato nell’ambito della UEG Week 2026.
Le limitazioni dello studio non sono state specificamente riportate nella pubblicazione dei risultati.
In merito alle divulgazioni, un autore ha dichiarato di aver fornito consulenze scientifiche e ricevuto supporto per la ricerca da diverse aziende farmaceutiche, mentre tre autori risultano essere dipendenti di Dr Falk Pharma, l’azienda coinvolta nello sviluppo del farmaco.