I dati di uno studio di fase 2 su daxdilimab, un agente sperimentale mirato alle cellule dendritiche plasmacitoidi (pDCs), hanno mostrato miglioramenti significativi e clinicamente rilevanti nell'attività della malattia nei pazienti con lupus discoide cronico (DLE) moderato-severo refrattario al trattamento.

I risultati sono stati presentati al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV) a Vienna e riportati da Healio il 30 settembre 2026.

Lo studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e a gruppi paralleli, ha arruolato 72 pazienti di età compresa tra 18 e 75 anni con DLE moderato-severo, refrattario al trattamento per almeno 6 mesi, con un punteggio Cutaneous Lupus Erythematosus Disease Area and Severity Index–Activity (CLASI-A) ≥ 8 e senza caratteristiche sistemiche al basale.

I partecipanti sono stati randomizzati in tre gruppi: daxdilimab a bassa dose (n=24), daxdilimab ad alta dose (n=23) o placebo (n=25). Il trattamento è stato somministrato ogni 4 settimane dal giorno 1 fino alla settimana 20.

Il risultato primario era la variazione media rispetto al basale del punteggio CLASI-A a 24 settimane. Entrambe le dosi di daxdilimab hanno raggiunto una riduzione significativa rispetto al placebo:

  • Bassa dose: -6.0 (90% CI, -8.7 a -3.2; P = .0005)
  • Alta dose: -5.7 (90% CI, -8.5 a -2.9; P = .0012)

Anche i risultati secondari erano coerenti. La percentuale di pazienti che ha raggiunto una riduzione ≥ 50% del punteggio CLASI-A è stata del 23.7% nel gruppo placebo, rispetto al 61.7% nel gruppo a bassa dose (P = .0037) e al 62.1% nel gruppo ad alta dose (P = .0044).

Uno degli indicatori più evidenti è stato il punteggio 0 o 1 nella valutazione globale dell'attività del lupus cutaneo da parte del medico a settimana 24:

  • Bassa dose: 60.3% (P < .0001)
  • Alta dose: 51.6% (P = .0007)
  • Placebo: 8.9%

Dal punto di vista della tollerabilità, lo studio non ha riportato eventi avversi gravi né decessi. Gli eventi avversi correlati al trattamento sono stati simili tra i gruppi: 58.3% con bassa dose, 56.5% con alta dose e 60% con placebo. Un partecipante nel gruppo ad alta dose ha interrotto il trattamento a causa di artralgia.

Daxdilimab è un monoclonale IgG1 che si lega a ILT7, causando deplezione mirata delle pDCs, cellule centrali nella patogenesi del lupus cutaneo e sistemico attraverso la produzione di interferoni e citochine pro-infiammatorie.

Victoria Werth, MD, presidente della sessione e professore presso l'Università della Pennsylvania, ha commentato che i risultati rafforzano l'idea che approcci che mirano alle pDCs siano promettenti nel lupus cutaneo, sottolineando anche l'eccellente profilo di sicurezza osservato finora.

Werth ha inoltre ricordato che, pur esistendo già litifilimab (Benlysta) come trattamento approvato per il lupus cutaneo, daxdilimab presenta un meccanismo d'azione diverso: depleta le pDCs, mentre litifilimab ne regola la funzione senza deplezione.

Fonti