Vienna è stata il palcoscenico di una svolta significativa nel trattamento della psoriasi a placche. Al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV) 2026, sono stati presentati i risultati dello studio LATITUDE Atlas, il primo studio di confronto diretto tra due inibitori della tirosina chinasi 2 (TYK2), zasocitinib e deucravacitinib.

Lo studio multicentro, doppio cieco, randomizzato, ha valutato l'efficacia e la sicurezza dei due farmaci in pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a severa. I risultati hanno mostrato che zasocitinib ha ottenuto una superiorità significativa rispetto a deucravacitinib sull'endpoint primario e su tutti gli endpoint secondari rilevanti.

Endpoint primario e secondari: superiorità di zasocitinib

L'endpoint primario dello studio era il raggiungimento del PASI 100, un risultato clinico che indica una completa clearance della pelle. A 16 settimane, il 36.5% dei pazienti trattati con zasocitinib ha raggiunto PASI 100, rispetto al 13.9% di quelli trattati con deucravacitinib, con una differenza statisticamente significativa (P < .001).

Anche gli endpoint secondari hanno confermato la superiorità di zasocitinib. I tassi di PASI ≤ 2, PASI 90 e sPGA 0 sono stati significativamente più alti nel gruppo zasocitinib rispetto al gruppo deucravacitinib:

  • PASI ≤ 2: 66.1% vs 38.0% (P < .001)
  • PASI 90: 62.5% vs 34.0% (P < .001)
  • sPGA 0: 43.2% vs 18.5% (P < .001)

Il dottor Linda Stein Gold, MD, direttore della ricerca clinica in dermatologia presso Henry Ford Health, Detroit, Michigan, ha sottolineato che zasocitinib è stato dimostrato superiore nel raggiungere quegli alti endpoint, incluso un PASI 100, PASI 90, rispetto a deucravacitinib a settimana 16.

Zasocitinib: selettività e durata dell'inibizione

Zasocitinib è un inibitore TYK2 in fase di revisione da parte della FDA e dell'Agenzia Europea dei Medicinali per il trattamento della psoriasi a placche moderata-severa. Deucravacitinib, invece, è disponibile negli Stati Uniti da settembre 2022.

TYK2 è un componente chiave nell'asse infiammatorio centrale per la psoriasi a placche. Zasocitinib mostra una selettività oltre 1 milione di volte maggiore per TYK2 rispetto a JAK1, JAK2, JAK3, differenziando il suo meccanismo d'azione da quello degli inibitori JAK.

Un aspetto critico è la durata dell'inibizione delle citochine infiammatorie. Zasocitinib mantiene l'inibizione di IL-23 per 24 ore, mentre deucravacitinib la mantiene per circa 4.8 ore, consentendo al primo di essere somministrato una volta al giorno.

Coerenza dei dati di sicurezza

Lo studio LATITUDE Atlas ha incluso 604 pazienti, 301 trattati con zasocitinib e 303 con deucravacitinib. Dopo 16 settimane di trattamento, i partecipanti sono stati seguiti per altre 4 settimane per valutare la sicurezza.

I dati di sicurezza e tollerabilità sono stati coerenti con gli studi precedenti. Non sono emersi nuovi segnali di sicurezza. Eventi avversi emergenti dal trattamento sono stati sperimentati dal 66% dei pazienti trattati con zasocitinib e dal 58.7% di quelli trattati con deucravacitinib. Eventi avversi gravi che hanno portato a interruzione del trattamento si sono verificati nel 2.6% del gruppo zasocitinib e nel 2.3% del gruppo deucravacitinib. La nasofaringite è stato l'evento avverso più comune (12.9% con zasocitinib vs 9% con deucravacitinib).

Fonti