Il programma di Rai 3 “Elisir”, condotto da Michele Mirabella, Francesca Parisella e Benedetta Rinaldi, torna martedì 27 ottobre alle 10.45 con una nuova puntata dedicata alla psoriasi, una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce milioni di persone in tutto il mondo e ha un impatto significativo sulla qualità della vita.

In occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, che si celebra il 29 ottobre, la trasmissione affronterà le cause, i sintomi e le terapie disponibili insieme alla dermatologa Roberta Giuffrida, professore associato dell’Università degli Studi di Messina. La psoriasi è una patologia cronica, non contagiosa, che può comparire a qualsiasi età e che alterna periodi di miglioramento a fasi di riacutizzazione, influendo profondamente sul benessere fisico e psicologico di chi ne soffre.

Nel corso dell’approfondimento, la specialista spiegherà le diverse forme della malattia, dai casi più lievi caratterizzati da chiazze localizzate a quelli più gravi che possono interessare grandi aree del corpo e persino le articolazioni. Saranno inoltre analizzati i fattori scatenanti, tra cui stress, infezioni, fumo, obesità e alcuni farmaci. Ampio spazio sarà dedicato alle terapie: dai trattamenti topici alle cure sistemiche, fino ai farmaci biologici che negli ultimi anni hanno rivoluzionato la gestione delle forme più severe.

Nel resto della puntata, “Elisir” affronterà anche il tema dell’alimentazione con una rubrica dedicata alla zucca, tra gli ortaggi simbolo dell’autunno. A illustrarne caratteristiche nutrizionali e proprietà sarà Mirella Elia, nutrizionista dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Infine, la rubrica “Come si fa” sarà dedicata alla TAC: Luca Sconfienza, responsabile dell’Unità Operativa di Radiologia dell’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio e professore ordinario di Radiologia all’Università degli Studi di Milano, spiegherà come funziona l’esame e in quali casi viene utilizzato nella pratica clinica.

La psoriasi in Italia: milioni di casi e impatto sulla qualità della vita

In Italia si stima che la psoriasi colpisca tra 1,5 e 2,5 milioni di persone, mentre a livello globale il numero dei pazienti arriva a decine di milioni. La malattia si manifesta principalmente con chiazze arrossate e ispessite ricoperte da squame biancastre, accompagnate da prurito, bruciore e talvolta dolore. Oltre alla pelle, la psoriasi può interessare anche le unghie e, in una percentuale significativa di casi, le articolazioni, dando origine all’artrite psoriasica, una forma infiammatoria che può compromettere seriamente la mobilità e la qualità della vita.

Nonostante non sia contagiosa né legata a scarsa igiene, la psoriasi viene ancora percepita con pregiudizio, causando spesso isolamento sociale e sofferenza psicologica. Lo stress, il fumo, le infezioni, l’obesità e alcuni farmaci possono peggiorare la malattia, che è anche associata a un aumentato rischio di comorbidità come obesità, diabete, sindrome metabolica e problemi cardiovascolari. Negli ultimi anni la ricerca ha fatto passi avanti importanti, individuando nuovi bersagli terapeutici: tra questi il recettore p75NTR, coinvolto nell’infiammazione cutanea, e la pantetina, derivata dalla vitamina B5, studiata come possibile nuovo trattamento.

La psoriasi e la sua gestione: l’importanza della diagnosi precoce e delle terapie personalizzate

In occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, che si celebra il 29 ottobre 2026, il prof. Alessandro Borghi, direttore dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, sottolinea l’importanza di una diagnosi tempestiva e di un trattamento adeguato per migliorare la qualità della vita dei pazienti. La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce milioni di persone in tutto il mondo e ha un forte impatto fisico, psicologico e sociale.

Secondo il prof. Borghi, la diagnosi viene spesso formulata tardivamente e il trattamento appropriato inizia con ritardo, prolungando il disagio dei pazienti. La dermatologia moderna punta a intercettare precocemente la malattia per prevenire le sue complicanze, tra cui l’artrite psoriasica e le comorbidità metaboliche e cardiovascolari. Grazie alla disponibilità di farmaci sistemici tradizionali, farmaci biologici e “small molecules”, è possibile personalizzare la terapia in base alla gravità della malattia e alle caratteristiche del paziente.

Presso l’ambulatorio di Ferrara sono seguiti circa 470 pazienti con psoriasi moderata-grave: 150 in trattamento tradizionale e 300 con farmaci biotecnologici. Il prof. Borghi sottolinea che anche le forme meno severe meritano una gestione terapeutica adeguata, per ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita. L’obiettivo della dermatologia è offrire a ogni persona con psoriasi la possibilità di vivere una vita normale attraverso diagnosi e trattamento tempestivi.

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