La Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA) ha annunciato che gli avvertimenti relativi ai suicidi associati agli antidepressivi saranno resi più prominenti sui foglietti informativi dei pazienti, rispondendo alle preoccupazioni espresse da pazienti e famiglie. Lo riporta il Guardian.
Le misure annunciate includono l'inserimento di un avviso in evidenza sui foglietti informativi degli antidepressivi riguardo ai pensieri e comportamenti suicidari. Inoltre, sarà introdotta una carta per i pazienti, di dimensioni simili a una carta di credito, che sarà inclusa nella confezione dei medicinali.
La revisione, condotta dalla Commission on Human Medicines (CHM), ha esaminato 28 antidepressivi attualmente autorizzati nel Regno Unito, e si aspetta che gli antidepressivi futuri incorporino il materiale aggiornato per garantire una comunicazione coerente delle informazioni di sicurezza ai pazienti.
Oltre agli avvertimenti sui suicidi, i foglietti informativi saranno modificati per includere il termine “Post SSRI Sexual Dysfunction”, con una spiegazione aggiornata della condizione e dei suoi sintomi. Sarà inoltre rimosso il riferimento a un “squilibrio chimico”, sostituendolo con una descrizione più in linea con le attuali comprensioni cliniche del funzionamento degli antidepressivi.
La MHRA sviluppa anche un volantino di sicurezza per supportare le discussioni durante la prima o successiva consultazione del paziente. Questo volantino indicherà chiaramente i rischi, i benefici e il supporto disponibile. È previsto che sia disponibile nel 2027.
Il rapporto evidenzia che il sistema di segnalazione Yellow Card continua a ricevere segnalazioni di suicidi nonostante i test degli avvisi esistenti, con famiglie che segnalano la mancanza di informazioni adeguate sui rischi e monitoraggio insufficiente durante il trattamento.
Il caso di Thomas Kingston, esaminato in un'inchiesta condotta dal coroner senior del Gloucestershire, ha contribuito a sollevare queste preoccupazioni. Kingston, un giovane di 21 anni, era stato prescritto sertralina e zopiclone, e successivamente citalopram. Aveva espresso ansia per le sue condizioni, ma non aveva riferito ideazione suicidaria. Il coroner ha concluso che Kingston “ha tolto la vita”, pur rimanendo poco chiaro se fosse fermamente intenzionato a farlo. L'inchiesta ha sollevato domande sulla “comunicazione adeguata dei rischi di suicidio” associati agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs).